Bonus Ristrutturazione per gli eredi: come usufruire delle rate residue, requisiti e regole fiscali

Detrazioni Fiscali Incentivi

Le rate dei bonus ristrutturazione spettano agli eredi di un contribuente che ne ha solo parzialmente usufruito? In che modo?

In caso di scomparsa di una persona cara che stava beneficiando della detrazione IRPEF in dieci anni per lavori di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica, la sorte delle quote annuali non ancora utilizzate solleva rilevanti dubbi operativi ed economici. Molto spesso si tratta di un credito d’imposta residuo consistente, che può raggiungere decine di migliaia di euro.

La normativa tributaria stabilisce che le quote residue non vanno necessariamente perdute: gli eredi possono subentrare nella fruizione delle rate mancanti, a condizione vincolante di soddisfare specifici presupposti giuridici, primo fra tutti quello della detenzione materiale e diretta dell’immobile.

Se l’immobile viene concesso in locazione, se viene venduto prima del termine del decennio agevolativo o se l’erede non ne conserva la disponibilità fisica immediata, il diritto alla detrazione può essere temporaneamente sospeso o decadere per sempre.

In breve: le condizioni per trasferire il bonus agli eredi

  • Presupposto essenziale per il subentro: conservare la detenzione materiale e diretta dell’immobile alla data del 31 dicembre dell’anno d’imposta in esame.
  • Cosa si intende per detenzione diretta: utilizzare l’immobile come propria abitazione principale oppure mantenerlo a propria libera e immediata disposizione (anche disabitato o come seconda casa).
  • Cosa accade se la casa è affittata: se l’immobile ereditato è concesso in locazione o comodato a terzi, le rate relative agli anni in cui l’alloggio è occupato vanno irrimediabilmente perdute.
  • Se la locazione cessa: l’erede che riacquisisce la detenzione materiale diretta dell’immobile può tornare a fruire delle quote residue a partire dall’annualità d’imposta in cui torna a disporne.
  • Cosa accade se la casa viene venduta dall’erede: in caso di vendita o donazione a terzi da parte dell’erede prima dei dieci anni, la detrazione residua decade definitivamente (non passa all’acquirente e non resta all’erede).
  • Bonus Mobili: la detrazione per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici non si trasmette mai agli eredi, ma si estingue con il decesso del beneficiario originario.

 

Il quadro normativo: l’Articolo 16-bis, comma 8, del TUIR

Il trasferimento successorio dei crediti edilizi trova fondamento normativo primario nell’articolo 16-bis, comma 8, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/1986), il quale recita testualmente:

«In caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per i rimanenti periodi di imposta, esclusivamente all’erede, o agli eredi, che conservino la detenzione materiale e diretta dell’immobile.»

La norma stabilisce tre capisaldi:

  1. La trasmissione ope legis: il diritto non richiede una formale cessione negoziale, ma si trasferisce per effetto della successione ereditaria a titolo universale o particolare (legato).
  2. Il vincolo di detenzione: a differenza di quanto accade per la compravendita tra vivi, dove le parti possono pattuire liberamente se cedere o trattenere le quote, nella successione mortis causa la legge subordina il beneficio a una condizione fattuale: la disponibilità materiale dell’immobile.
  3. Le rate residue: la trasmissione opera unicamente per le quote annuali ancora da maturare a partire dall’anno d’imposta in cui si è verificato il decesso, lasciando inalterate le rate già scomputate in vita dal dante causa (de cuius).

Questo meccanismo riguarda tanto il Bonus Ristrutturazione ordinario (al 50% o al 36%), quanto le quote residue derivanti dall’Ecobonus per la riqualificazione energetica e dal Sismabonus.

 

Il concetto di “detenzione materiale e diretta”: requisiti e casi pratici

L’Agenzia delle Entrate, attraverso una serie consolidata di documenti di prassi (in particolare la circolare n. 24/E/2020 e la circolare n. 17/E/2023), ha delineato con precisione cosa si intenda per “detenzione materiale e diretta”.

La detenzione materiale sussiste quando l’erede ha il possesso immediato, libero e concreto del bene, potendone disporre a proprio piacimento senza interferenze o diritti d’uso da parte di terzi.

Analizziamo i diversi scenari che possono presentarsi:

Scenario A: L’erede trasferisce la propria residenza nell’immobile

È l’ipotesi più lineare: l’erede adibisce l’abitazione ereditata a propria dimora abituale. Il requisito della detenzione diretta è pienamente soddisfatto e l’erede potrà portare in detrazione la quota annuale nel modello 730 a partire dall’anno del decesso.

Scenario B: L’immobile è tenuto a disposizione dell’erede (casa vuota o seconda casa)

Non è obbligatorio che l’erede risieda anagraficamente nell’immobile. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detenzione materiale e diretta sussiste anche se la casa viene tenuta a libera disposizione dell’erede (ad esempio come residenza secondaria per le vacanze o i fine settimana, o anche disabitata, purché non sia occupata da terzi con contratti di locazione o comodato). In questo caso, l’erede che sostiene le spese di manutenzione e detiene le chiavi dell’alloggio ha pieno diritto a scomputare le rate residue. Se la residenza secondaria richiede opere di aggiornamento, puoi verificare le norme nella nostra guida su quali sono i bonus fiscali disponibili per la ristrutturazione della seconda casa.

Scenario C: L’immobile è concesso in locazione a terzi

Se l’immobile ereditato risulta affittato con regolare contratto di locazione a un inquilino:

  • La detenzione materiale e diretta spetta all’inquilino e non all’erede proprietario.
  • Di conseguenza, per tutti gli anni d’imposta in cui l’immobile resta concesso in locazione, l’erede perde il diritto a detrarre le quote annuali.
  • Le rate relative a quegli anni specifici non possono essere cumulate, recuperate a posteriori o richieste a rimborso monetario: vanno definitivamente cancellate.

Scenario D: La locazione cessa e l’alloggio torna a disposizione

Cosa succede se l’immobile era affittato al momento del decesso, ma dopo due o tre anni il contratto di locazione scade o l’inquilino rilascia l’alloggio? L’Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento fondamentale: l’interruzione della detenzione materiale non comporta la decadenza definitiva dal bonus. Non appena il contratto di affitto cessa e l’erede riacquisisce la disponibilità materiale e diretta dell’immobile, egli ha diritto a ricominciare a fruire delle rate residue rimaste fino alla conclusione del decennio originario.

Scenario E: L’immobile è concesso in comodato gratuito

Anche la concessione della casa in comodato d’uso a terzi (persino se a un parente) fa perdere all’erede la detenzione materiale e diretta dell’immobile. Valgono le medesime regole applicate per l’affitto: per gli anni di durata del comodato le quote vanno perdute; se il comodato viene risolto e l’alloggio torna a disposizione dell’erede, questi potrà riprendere a detrarre le rate mancanti.

Vuoi gestire la regolarità tecnica e fiscale del tuo immobile ereditato?

Con la formula chiavi in mano di Domidea, architetti e consulenti tecnici analizzano lo stato di fatto edilizio e catastale del tuo patrimonio ereditato, progettando interventi su misura con prezzi bloccati a Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze e Genova.

👉 Richiedi subito un sopralluogo tecnico e una consulenza gratuita con Domidea

 

Presenza di più eredi: come si dividono le rate residue?

Quando la successione si apre a favore di una pluralità di eredi (ad esempio due o tre figli, oppure il coniuge superstite e i figli), la suddivisione delle detrazioni segue regole specifiche:

Regola generale di ripartizione pro-quota

Se tutti gli eredi conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile (ad esempio se la casa viene utilizzata congiuntamente da tutti come residenza secondaria di famiglia, tenuta a loro libera disposizione comune):

  • La singola quota annuale della detrazione viene ripartita in parti uguali tra gli eredi, oppure in proporzione alle rispettive quote di eredità dell’immobile.
  • Ciascun erede indicherà la propria porzione di rata nella rispettiva dichiarazione dei redditi (modello 730 o Modello Redditi PF).

Se uno solo degli eredi abita l’immobile

Cosa accade se uno solo dei coeredi trasferisce la residenza nella casa ereditata, mentre gli altri risiedono altrove e concedono a quest’ultimo l’uso esclusivo del bene?

  • In base alla risoluzione n. 206/E dell’Agenzia delle Entrate, il coerede che ha la detenzione materiale ed esclusiva dell’alloggio come propria abitazione principale può portare in detrazione l’INTERA rata annuale al 100%, a condizione che vi sia il consenso tacito o espresso degli altri coeredi che non utilizzano l’immobile.
  • Gli altri coeredi non residenti non fruiranno della detrazione, evitando la dispersione della quota spettante allo stabile.

Successione con usufrutto a favore del coniuge superstite

Nel caso frequentissimo in cui, al momento della morte, il coniuge superstite mantenga il diritto di abitazione (art. 540 c.c.) o l’usufrutto generale sulla casa coniugale, mentre i figli acquisiscono unicamente la nuda proprietà:

  • La detenzione materiale e diretta compete unicamente ed esclusivamente al coniuge superstite.
  • Pertanto, le rate residue di detrazione spettano per intero al coniuge superstite usufruttuario, il quale potrà scalarle dalla propria imposta IRPEF lorda.
  • I figli nudi proprietari non possono detrarre alcuna quota fino a quando persiste il diritto di usufrutto o di abitazione del genitore superstite.

 

Cosa succede se l’erede vende o dona l’immobile prima dei 10 anni?

Una delle differenze più nette tra la disciplina della compravendita originaria e quella successoria riguarda l’alienazione successiva da parte dell’erede.

Ricordiamo la regola base: se il proprietario originario che ha eseguito i lavori vende la propria casa, le rate residue passano per legge all’acquirente, salvo patto contrario inserito nel rogito notarile, come illustrato nella nostra guida su come funziona il trasferimento delle detrazioni fiscali quando si vende un immobile ristrutturato.

Se invece a vendere è l’EREDE, la regola cambia radicalmente:

Qualora l’erede venda l’immobile a terzi (o lo doni) prima che sia trascorso l’intero decennio delle rate di detrazione, il beneficio fiscale RESIDUO DECADE DEFINITIVAMENTE.

La ratio è categorica:

  1. Le rate residue NON possono essere trasferite all’acquirente, poiché l’art. 16-bis, comma 8, limita il trasferimento alla compravendita eseguita dal soggetto che ha materialmente effettuato gli interventi di recupero edilizio.
  2. Le rate residue NON possono rimanere in capo all’erede venditore, poiché egli, cedendo l’alloggio, perde il requisito inderogabile della detenzione materiale e diretta del bene.
  3. Di conseguenza, dal momento del rogito di vendita da parte dell’erede, tutte le quote future si estinguono e non potranno essere riscosse da nessuno.

Questa circostanza impone un’attenta valutazione preventiva: se gli eredi prevedono di immettere sul mercato la casa a breve termine, devono sapere che il pacchetto di detrazioni residue non potrà essere valorizzato nell’atto di compravendita.

 

Il Bonus Mobili non si trasferisce mai agli eredi

Esiste un’eccezione cruciale che distingue il bonus sulle opere murarie dalla detrazione per gli arredi: il Bonus Mobili ed Elettrodomestici (detrazione del 50% su un massimale di 5.000 euro).

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito in modo perentorio che:

Il Bonus Mobili NON si trasferisce agli eredi in nessun caso.

A differenza dei lavori edili e impiantistici che si incorporano fisicamente all’edificio incrementandone il valore strutturale, i mobili e gli elettrodomestici sono considerati beni mobili personali che non seguono le sorti reali dell’immobile.

In caso di decesso del beneficiario originario:

  • Il diritto alle quote residue del Bonus Mobili si estingue definitivamente con la morte del contribuente.
  • L’erede, anche qualora abiti nella casa e conservi gli arredi ereditati, non può portare in detrazione le quote rimanenti nel proprio modello 730.

Per approfondire tutti i requisiti di acquisto ammessi e le condizioni d’accesso in vita, puoi leggere il nostro articolo su come accedere al Bonus Mobili ed Elettrodomestici.

 

L’anno del decesso: chi detrae la quota annuale?

Un dubbio frequente riguarda l’attribuzione della quota relativa all’anno solare in cui è avvenuto il decesso del congiunto: a chi compete la rata dell’anno in cui si è aperta la successione?

La regola applicata dall’amministrazione finanziaria fa riferimento allo status esistente al 31 dicembre dell’anno d’imposta:

  • Se il de cuius è deceduto prima del 31 dicembre, la quota annuale di detrazione relativa a quell’intero anno non può essere inserita nella dichiarazione dei redditi finale presentata a nome del defunto.
  • L’intera rata annuale deve essere indicata direttamente nella dichiarazione dei redditi dell’erede (o degli eredi) che conservano la detenzione materiale e diretta al 31 dicembre di quell’anno.
  • Non è mai ammesso un conteggio frazionato in dodicesimi o in base ai mesi di vita: la rata annuale è unitaria e indivisibile.

Esempio pratico

Ipotizziamo un genitore che ha ristrutturato il proprio appartamento sostenendo spese per 60.000 euro con Bonus al 50% (quota annua di 3.000 euro). Ha già fruito delle prime due rate (anno 1 e anno 2). Nel mese di marzo dell’anno 3, il genitore decede. La successione si apre a favore dell’unico figlio, che tiene l’appartamento a propria disposizione al 31 dicembre dell’anno 3:

  • Nella dichiarazione dei redditi del defunto per l’anno 3 non andrà inserita la rata.
  • Il figlio, presentando il proprio modello 730 per l’anno 3, indicherà la rata numero 3 per l’intero importo di 3.000 euro, scomputandola dalla propria IRPEF lorda.
  • Negli anni successivi (dall’anno 4 all’anno 10), il figlio continuerà a portare in detrazione le restanti rate da 3.000 euro all’anno fino al completamento del decennio, a patto di non affittare né vendere l’alloggio.

Vuoi gestire la conformità documentale delle tue detrazioni senza rischi?

Con il servizio Domidea Planner, un assistente tecnico dedicato verifica perizie, titoli abilitativi e fatture dei tuoi immobili ereditati, garantendo il pieno rispetto delle normative edilizie e fiscali in ogni fase.

👉 Scopri il servizio Domidea Planner con il tuo assistente dedicato

 

Come compilare il Modello 730 per le rate ereditate

Per dichiarare correttamente le rate residue nel modello 730 (Quadro E, Sezione III) o nel Modello Redditi Persone Fisiche (Quadro RP), l’erede deve seguire una compilazione precisa per non generare scarti nei controlli automatizzati dell’Anagrafe Tributaria (art. 36-bis del D.P.R. 600/1973):

  1. Anno di sostenimento della spesa (Colonna 1): deve essere indicato l’anno effettivo in cui il defunto ha eseguito i bonifici parlanti per i lavori di ristrutturazione (ad esempio 2023 o 2024), non l’anno della successione o della morte.
  2. Tipologia di intervento o codice spesa (Colonna 2): inserire il codice corrispondente alla tipologia di lavoro originario (recupero edilizio, risparmio energetico, misure antisismiche).
  3. Codice fiscale del defunto: in alcune sezioni dichiarative o in caso di specifici controlli dell’intermediario fiscale (CAF o commercialista), occorre comunicare i dati anagrafici del soggetto che ha originariamente sostenuto i costi.
  4. Casi particolari (Colonna 7 o campo dedicato): deve essere inserito il codice specifico previsto dalle istruzioni ministeriali del modello 730 per indicare che la detrazione è stata acquisita a titolo di eredità (solitamente codice “4”).
  5. Numero della rata (Colonna 8): non si ricomincia dalla rata 1, ma si inserisce il numero progressivo corrispondente all’anno in corso (ad esempio rata 3 o rata 4).
  6. Importo complessivo della spesa (Colonna 9): va indicato l’importo totale della spesa originariamente sostenuta dal dante causa su cui calcolare la quota di spettanza dell’erede (in base alla sua quota ereditaria).

 

I documenti che l’erede deve conservare in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate

Per blindare il diritto al rimborso fiscale nel caso in cui l’amministrazione finanziaria notifichi un controllo formale (ex art. 36-ter del D.P.R. 600/1973), l’erede è tenuto a esibire non solo i documenti originari dei lavori, ma anche i documenti attestanti il titolo successorio e la detenzione materiale.

Il fascicolo deve comprendere:

  • Dichiarazione di Successione: copia della dichiarazione di successione presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate con ricevuta di avvenuta presentazione, voltura catastale automatica e pagamento delle relative imposte (ipotecaria, catastale e di successione).
  • Accettazione dell’eredità: espressa (atto notarile) o tacita.
  • Documenti originari del cantiere: copia del titolo edilizio comunale (CILA o SCIA asseverata a nome del defunto), fatture quietanzate delle imprese fornitrici e ricevute bancarie dei bonifici parlanti dedicati alle detrazioni edilizie.
  • Attestazione di detenzione materiale: se l’erede risiede nell’immobile, certificato storico di residenza o dichiarazione sostitutiva di atto notorio; se l’alloggio è tenuto a libera disposizione, dichiarazione sostitutiva attestante che l’immobile non è mai stato locato né concesso in comodato d’uso a terzi per l’intero anno d’imposta oggetto di detrazione.
  • Certificazioni energetiche ENEA e impiantistiche: ricevuta telematica con codice CPID dell’invio all’ENEA (se i lavori includevano la sostituzione di caldaie o pompe di calore, come illustrato nella nostra guida su bonus e incentivi per rinnovare l’impianto di riscaldamento) e le Dichiarazioni di Conformità degli impianti a norma del D.M. 37/2008.

Per una ricognizione puntuale di tutti i documenti di cantiere necessari, ti invitiamo a leggere il nostro approfondimento su quali sono i documenti necessari per la detrazione fiscale al 50%.

 

Ristrutturare la casa ereditata: coordinare vecchie e nuove detrazioni

Spesso gli eredi decidono di avviare un nuovo cantiere di riqualificazione per ammodernare l’alloggio ricevuto, prima di abitarvi o per metterlo a reddito. In questo caso, le normative consentono di cumulare le vecchie detrazioni ereditate con i nuovi bonus fiscali:

  • L’erede può continuare a portare in detrazione le rate residue lasciate dal defunto per i restanti periodi d’imposta.
  • Contemporaneamente, può aprire una nuova pratica edilizia (CILA o SCIA) a proprio nome per eseguire interventi di manutenzione straordinaria, beneficiando di un proprio plafond autonomo di spesa fino a 96.000 euro con le detrazioni del Bonus Casa (al 50% per la prima casa o al 36% per le seconde case).
  • Con l’apertura della nuova pratica CILA, l’erede sblocca inoltre a proprio nome il Bonus Mobili ed Elettrodomestici al 50% su un massimale di 5.000 euro per acquistare i nuovi arredi dell’alloggio.

Prima di iniziare qualsiasi nuovo cantiere sull’immobile ereditato, è consigliabile verificare preventivamente la conformità urbanistica e le opere necessarie; a questo scopo consulta la nostra guida su cosa fare e da dove iniziare prima di ristrutturare casa e l’approfondimento su che differenza c’è tra una ristrutturazione edilizia e la manutenzione ordinaria.

Se le opere prevedono la sostituzione integrale delle pavimentazioni o dei massetti, vedi la guida su quanto costa rifare il pavimento: materiali e posa. Inoltre, per stimare il budget dei nuovi interventi, puoi consultare la nostra analisi su come valutare il costo di ristrutturazione di una casa al metro quadro e l’articolo generale su quanto costa ristrutturare casa.

 

Il subentro nelle rate residue del Bonus Ristrutturazione rappresenta un’importante opportunità per valorizzare il patrimonio ricevuto e ridurre il carico tributario negli anni successivi alla perdita di un familiare. La salvaguardia delle quote fiscali impone tuttavia una gestione scrupolosa della destinazione dell’alloggio, evitando locazioni affrettate o compravendite che determinerebbero la perdita definitiva del credito d’imposta.

Conoscere i requisiti di detenzione diretta, coordinare le quote tra coeredi e conservare con precisione il fascicolo delle opere edili consente di proteggere ogni euro di beneficio fiscale garantito dalla legge.

Hai ereditato un immobile e vuoi rinnovarlo proteggendo tutti i vantaggi fiscali?

Il team di architetti, ingegneri e tecnici di Domidea Ristrutturazioni & Interior Design è a tua completa disposizione per un sopralluogo tecnico gratuito sul posto, una verifica urbanistica e catastale approfondita e la redazione di un preventivo chiaro a prezzi bloccati a Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze e Genova.

 

👉 Richiedi subito un sopralluogo tecnico e un preventivo per il tuo ufficio su Domidea-Ristrutturazioni.it

 

Articoli correlati

Ristrutturazione casa e vicinato: avviso di scuse per lavori nel condominio

Ristrutturazione casa e vicinato: guida completa, regole condominiali e modelli di avviso di scuse per i lavori

Abiti in un condominio e vuoi ristrutturare casa? Non dimenticarti del tuo vicinato, prepara un avviso di scuse per i lavori.
Smart home

Trasformare la tua casa in una smart home durante la ristrutturazione

Le moderne soluzioni permettono di controllare la casa da smartphone o assistente vocale: dal riscaldamento ai condizionatori, dalle tapparelle motorizzate all’illuminazione, fino ai robot per la pulizia.
[wpcode id="27162"]